PALAZZETTI MAGAZINE

È solo un piccolo cilindro di legno pressato, eppure attorno al pellet si sono tessuti numerosi miti e leggende metropolitane. Colpa delle fake news, delle dicerie o semplicemente di credenze popolari che si sono protratte nel tempo? Forse le cause sono tante, ma oggi siamo qui per chiarire alcune delle incomprensioni più comuni.

Se hai in programma di acquistare del pellet, quindi, ti consigliamo di leggere fino a fondo pagina.

1. Il pellet migliore è quello chiaro. Falso!

Molti ritengono che un pellet più chiaro sia sinonimo di maggiore qualità; tuttavia è soltanto un indicatore del tipo di legno utilizzato e delle temperature raggiunte durante il processo di essiccazione e pressatura. La qualità di un pellet si valuta piuttosto attraverso la sua umidità residua, sulla presenza minima di azoto, zolfo e cloro, nonché l’adeguatezza del processo produttivo. Il vero indicatore di un pellet di alta qualità? La certificazione ENplus®.

2. Il pellet contribuisce alla deforestazione. Falso!

Non smetteremo mai di ripeterlo: il pellet è prodotto esclusivamente dagli scarti del legno, come segatura e trucioli, che altrimenti sarebbero destinati allo smaltimento.

Questo valorizza i residui di lavorazione del legno in un’ottica di economia circolare. Il processo di produzione del pellet è strettamente regolato e mira alla massima sostenibilità, proteggendo così le nostre risorse forestali.

3. Il pellet austriaco è sempre il migliore. Falso!

Non è raro sentire che il pellet austriaco sia il migliore sul mercato, data la lunga tradizione e le severe normative imposte in Austria per la sua produzione. Tuttavia, negli ultimi anni, molti altri paesi europei hanno raggiunto alti standard qualitativi.

La qualità del pellet, quindi, non dipende dal paese di origine ma dalla conformità alle normative e dalle certificazioni che garantiscono il rispetto di elevati standard produttivi.

4. Il pellet puzza. Falso!

Ci sono persone che credono che il pellet emani un odore sgradevole. In realtà se il pellet è prodotto correttamente, senza additivi chimici, il suo odore è quello del legno che arde.

Se si avverte un odore sgradevole, potrebbe essere dovuto a manutenzioni non effettuate correttamente o all’acquisto di un pellet non certificato e di bassa qualità.

5. Il pellet acquistato al supermercato conviene. Non sempre!

Infine, il dilemma sull’acquisto del pellet al supermercato: c’è chi afferma che sia sempre il più conveniente, ma non è sempre così. Oltre al prezzo, è inoltre cruciale controllare sempre la certificazione del pellet.

Il nostro consiglio? Comprare il pellet fuori stagione, approfittando della bassa domanda durante l’estate. Acquistare in anticipo e stoccare fino al momento giusto, garantisce nella maggior parte dei casi un vero risparmio.

Ricorda, un buon pellet non solo migliora l’efficienza della tua stufa, ma contribuisce anche a un riscaldamento più ecologico e sostenibile!

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Valeria si occupa di Content per Cricket Adv e dal 2015 gestisce i social Palazzetti. Nel web scrive di beauty, lifestyle, arredamento e cucina. Ama la musica, l'arredamento scandinavo e il buon cibo!