Non so se ti è mai capitato di immaginare, guardando un film o una serie tv, che le case dei protagonisti diventassero improvvisamente le tue.

E magari ti ritrovi a fantasticare di immergerti in questi loft newyorkesi enormi, quasi interamente open space, con la luce che entra letteralmente da ogni parete (rigorosamente in vetro), uno skyline che si perde a vista d’occhio e le persone minuscole che camminano sui marciapiedi.

Da Malmo a New York, la nascita di uno stile

Ben comprendiamo che non tutto sia replicabile nel tuo piccolo. Però devi sapere che questa tendenza – già in voga da un po’, al punto che già te l’avevamo segnalata – di unire un frame freddo ed industriale ai pattern calorosi ed accoglienti del legno si sta ulteriormente ingrossando. Per rimanere nel nostro continente, i paesi Scandinavi sono stati sicuramente i primi a fondere questi due opposti.

Poi sono arrivate le grandi città Londra, Barcellona e Berlino, che hanno progressivamente recuperato le loro prime periferie, riconvertendo le fabbriche dismesse in enormi open space, nei quali si sono insediate multinazionali, creativi e start-up. Da un utilizzo inizialmente aziendale, sempre più sono le persone che hanno deciso di riconvertire spazi abbandonati a case, con progetti che puntano a mantenerne la struttura originale,  recuperandone anche i materiali.

Quali materiali e colori per quali spazi?

Lo stile che fonde industrial e legno è sempre molto ben riconoscibile. Al punto che quartieri molto hipster come Williamsburg – a New York – ne hanno fatto il loro marchio distintivo. C’è un florilegio di queste spaziosissime case quasi senza pareti che paiono ancora più ariose, con librerie in legno o esili paravento e separè in ferro a dividere gli spazi. Mettendoci il piede ti sembrerà di proiettarti in un altro mondo, in un’altra idea di casa.

Lo spettro di soluzioni che si tendono a utilizzare non è in fondo eccessivamente elevato. Il legno, ad esempio, viene scelto soprattutto nelle varianti del noce, dell’abete e del rovere. Accade inoltre che, per dare un ulteriore tocco, possa essere trattato con agenti che ne ammorbidiscano i tratti, invecchiandolo leggermente e dandogli un’aria vissuta.

I muri portanti vengono generalmente lasciati pressoché immacolati, sia che siano in mattoni che in cemento a secco. Per tutto ciò che completa la casa – dall’arredamento al complemento d’arredo – vengono consigliati la ghisa, il ferro (anche arrugginito va bene, purché trattato affinché si mantenga) e soprattutto l’acciaio.

I materiali usati sono finalizzati al plasmare, nel contempo, un forte contrasto e una intensa coesione nel mood che si viene a creare. Va da sé che anche i colori scelti seguano questa linea. Dall’antracite al lavagna, passando per toni del legno mai eccessivamente impattanti (un ramato, ad esempio). Ti ci immagini lì dentro, sì?

 

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E il bagno?

Se ne parla sempre troppo poco del bagno. Però, non diversamente dagli altri ambienti, la tendenza è quella di cercare di agire in linea di continuità. Storicamente i bagni di questi grandi spazi abbandonati erano rivestiti con piastrelle tirate a lucido di un bianco quasi accecante. Recuperare questo stile, aggiornandolo seguendo le linee guida che abbiamo indicato, potrebbe voler dire evidenziare un punto legno in corrispondenza del lavandino o dello specchio.

Difficilmente vedremo naufragare uno stile come l’industrial chic, che anzi dimostra sempre una vivacità ed uno sprint sempre più accentuati.