Nel cuore del Salento si nascondono angoli splendidi e misteriosi, invisibili a una prima occhiata ma assolutamente imperdibili. Tra questi c’è il Don Totu, un palazzo segreto nel cuore di un piccolo borgo nella provincia di Lecce.

Oggi vi raccontiamo la sua storia, affascinante e un po’ tortuosa, ma con un lieto fine che vi strapperà un sorriso (e forse una prenotazione per le prossime vacanze).

I palazzi segreti del Salento: una storia affascinante

Nel sentire per la prima volta il termine “palazzo segreto” il mio pensiero è volato subito ai libri di Dan Brown o a uno dei grandi classici della mia infanzia, Il giardino segreto di Frances Burnett.

La storia in questo caso non raccoglie macabri dettagli nascosti, ma uno spaccato di vita italiana di più di 300 anni fa.

Nel ‘700 (e anche nel secolo successivo) i palazzi segreti erano le dimore dei fattori, veri e propri manager della vita contadina e dei latifondi di proprietà dei nobili che governavano i borghi. Si trattava quindi di personalità preminenti e con diritto a privilegi, tra i quali figurava anche un’abitazione di valore con tutti gli agi del caso.

Questa dimora non poteva però surclassare né mettersi in competizione con quella del signore del luogo: ecco nascere quindi i palazzi segreti, nascosti dalla strada e mimetizzati tra le case del popolo. Una volta varcata la soglia però si era accolti in una vera villa, ricca, funzionale e progettata secondo i gusti del proprietario.

La dimora storica Don Totu, che prende il nome dall’ultimo fattore che l’ha abitata, è proprio un palazzo segreto, uno dei pochi rimasti in tutta la Puglia.

Dall’abbandono alla ristrutturazione: la nuova vita di Don Totu

Chi entra oggi al Don Totu, il palazzo segreto di San Cassiano (LE), probabilmente non riesce a immaginare come potesse presentarsi qualche anno fa.

A causa di ristrutturazioni sbagliate e uno smembramento della proprietà, la dimora aveva perso il suo antico splendore ed era stata lasciata in uno stato che sfiorava l’abbandono. Questo fino all’arrivo dell’attuale proprietario, che ha trasformato nuovamente il Don Totu in una perla nascosta (ma non più quanto alla sua origine).

Oggi il palazzo include nuovamente il giardino, il granaio e tutti i suoi possedimenti originari. Alla ristrutturazione sono stati aggiunti anche servizi di ospitalità a 5 stelle: hammam, lounge e palestra, solo per citarne qualcuno.

Il tutto però mantenendo l’animo salentino e le strutture originarie.

Nel salotto rinnovato ha trovato nuova vita anche il caminetto d’epoca, riconoscibile dalla struttura con colonne intarsiate e capitello che richiama lo stile tuscanico. Se fate più attenzione alla parte inferiore delle colonnine, potete notare anche un intaglio a zampa di leone: un motivo decorativo tipicamente italiano, entrato in voga dal Rinascimento in poi.

Nonostante l’allure storica, ora il tutto è altamente moderno grazie all’utilizzo di un focolare da inserimento a legna, della gamma Ecopalex Palazzetti.

Questa scelta ha permesso ai proprietari di mantenere equilibrio e armonia nella struttura architettonica, recuperando al 100% un pezzo d’epoca, senza perdere di vista le funzionalità che una casa attuale richiede.

Il focolare da inserimento comporta una serie di benefici, in grado di rendere moderno il caminetto d’epoca: la stanza viene riscaldata senza fumo (la cornice non si annerisce!), la combustione può essere regolata con precisione, risultando più efficiente e meno inquinante.

Il tutto avendo sempre una splendida fiamma a vista, un plus per gli ospiti che si stanno rilassando nel salottino, soprattutto nelle fredde serate invernali.

 

Vi siete incuriositi? Potete scoprire di più su Don Totu e la sua storia nel sito ufficiale della dimora: www.dontotu.it.