Se ripulire i nostri mari dai rifiuti sembra un’impresa troppo ardua, a tentare l’impossibile ci pensa “Clean Sea Life”.

Si tratta di un progetto europeo, che prevede una serie di attività, collaborazioni e buone pratiche volte alla raccolta dei rifiuti presenti nelle acque marine.

Questo innovativo progetto, promosso dall’Unione Europea, è iniziato già in settembre 2016 e durerà fino al 2020. In Italia vede coinvolte quattro regioni (Sardegna, Emilia Romagna, Marche e Puglia).

L’obiettivo di Clean Sea Life

Come si legge nel sito dedicato, “Il progetto vuole accrescere l’attenzione del pubblico sulla quantità di rifiuti presenti in mare e sulle spiagge, mostrare in che modo ne siamo responsabili e promuovere l’impegno attivo e costante per l’ambiente.”

A differenza di molti altri progetti, in questo caso non si tratta solo di un’opera di sensibilizzazione sul tema, ma sono previste anche diverse azioni concrete per impegnarsi a liberare il mare dai rifiuti.

Come agire?

Un’azione parallela alle attività di sensibilizzazione è la compilazione di una mappa per mettere in risalto tutte le zone in cui la presenza di rifiuti è più massiccia e dunque rappresenta un vero rischio per la fauna marina.

Per attivare concrete azioni di pulizia delle spiagge e delle acque, sono state attivate inoltre collaborazioni con diverse figure che lavorano a stretto contatto con le zone marine, come operatori balneari, club nautici o circoli di pesca.

clean sea life - marine litter

A pesca di rifiuti

Proprio con i pescatori da  poco sono cominciate interessanti attività di “pesca della spazzatura”. Per diverse giornate sono stati coinvolti pescatori professionisti per raccogliere rifiuti dai fondali.

I pescatori, infatti, raccolgono quotidianamente dai mari una grande quantità di rifiuti, che incappano casualmente nelle loro reti, ma ancora non è ancora chiara la normativa su come essi debbano essere smaltiti, per questo motivo spesso la spazzatura viene nuovamente gettata in mare.

Grazie al progetto Clean Sea Life, sono state attivate delle collaborazioni con le autorità locali per uscire da questo impasse e iniziare a considerare i pescatori come possibili preziosi collaboratori nella risoluzione del grave problema dell’inquinamento delle acque dovuto alla grande quantità di rifiuti in mare.