Chi lo dice che il barbecue serve solo a grigliare? I tipi di cottura per il nostro alleato preferito dell’estate (e non solo) sono tantissimi e permettono di dare il giusto spazio alla fantasia culinaria. Oggi ci occupiamo dei principali: griglia, pietra, spiedo e cartoccio.

Qual è il vostro preferito?

Che tipo di cottura per barbecue scelgo?

Come potete ben immaginare, la risposta è semplicemente “dipende”. Dipende dal tempo a disposizione, dal sapore che si vuole dare alle pietanze, dai cibi che comporranno il nostro menu e dalla ricetta scelta.

Ma soprattutto dal gusto, perché non siamo tutti uguali e ognuno di noi ha la sue preferenze.

Griglia

È il metodo di cottura al barbecue più comune in tutto il mondo, che sfrutta il calore della brace e richiede grassi aggiunti. La griglia si scalda in pochi minuti, quindi è il genere di cottura più adatta quando il tempo a disposizione è poco.

Spiedo

È il sistema di cottura che permette risultati più saporiti, ma che risulta al contempo anche il più impegnativo. Può essere utilizzato per carni e pesci, anche di grossa pezzatura. Un consiglio? Se non siete avvezzi allo spiedo iniziate da qualcosa di semplice, come un pollo, per le prime “prove tecniche”.

Pietra ollare

La pietra accumula il calore e lo trattiene a lungo, per poi cederlo uniformemente al cibo. Questo metodo adatto anche ai meno esperti in cucina è il più antico ma anche il più salutare: non richiede infatti l’aggiunta di grassi ai cibi.

Cartoccio

Questo metodo di cottura è più adatto per le preparazioni delicate, come alcuni pesci, verdure e frutta. Il cartoccio permette di mantenere la morbidezza e la sugosità del cibo, ma richiede molta precisione nel calcolo del tempi di cottura.